Dachau

A circa 15 km a nord-ovest di Monaco si trova un paese, Dachau, che vanta una storia millenaria strettamente legata ai conti di Dachau, antenati dei Wittelsbach, che per secoli la governarono dalle sontuose stanze del palazzo che domina il paese.

Il 21 marzo del 1933 inizia per la città il periodo più buio e drammatico di tutta la sua lunga esistenza: nel “Münchner Neuesten Nachrichten” apparve con una freddezza agghiacciante questa notizia firmata da Heinrich Himmler, Presidente della Polizia della città di Monaco:

Mercoledì 22 marzo 1933 verrà aperto nelle vicinanze di Dachau

il primo campo di concentramento.

Abbiamo preso questa decisione senza badare a considerazioni meschine,

ma nella certezza di agire per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio.

Il primo gruppo dei cosiddetti internati per motivi di sicurezza si trovava

all’inizio, sotto la sorveglianza della polizia bavarese (Landpolizei).

Nessuno di loro poteva immaginare che quella fabbrica di munizioni

abbandonata, della prima guerra mondiale, sarebbe diventata una gigantesca

riserva di schiavi, composta di prigionieri di tutte le nazioni d’Europaed una

perfetta scuola di assassini per le SS.

Quando le SS, l’11 aprile 1933, assunsero la gestione del campo, i prigionieri

persero i loro ultimi diritti civili e vennero consegnati, senza difesa, all’arbitrio

dei loro custodi.

Nel giugno 1933 Theodor Eicke fu nominato comandante del campo di Dachau.

Egli elaborò uno schema organizzativo comprendente regole dettagliate che fu

Applicato, con adattamenti locali, in tutti i campi di concentramento.

Si deve egualmente ad Eicke la divisione dei campi in due parti: un recinto dei

prigionieri circondato da filo spinato ad alta tensione e munito di torrette di

guardia e l’insieme dei servizi amministrativi, sistemati in edifici di cemento con le caserme.

Nel 1934 Eicke fu nominato ispettore di tutti i campi di concentramento.

Il campo di Dacheu divenne campione modello di una istituzione che, con la

sua esistenza, doveva terrorizzare la popolazione e nella quale ogni avversario

del regime poteva essere efficacemente ridotto al silenzio.

Fu proprio nel campo di Dachau che le SS, che qualche anno più tardi faranno

morire senza pietà milioni di innocenti nelle camere a gas, impararono a

considerare esseri inferiori tutti coloro che non pensavano come loro ed a

trattarli conseguentemente, vale a dire, ad ucciderli, se necessario. La

trasformazione delle teorie nazional-socialiste in una sanguinosa realtà ebbe

inizio nel campo di Dachau.

La vita concentrazionaria del detenuto cominciava con l’arrivo al campo. Le SS

Avevano fatto del cosiddetto “saluto” un rito crudele, destinato a spaventere i

nuovi arrivati ed a rendere loro chiaro che, da quel momento, non avrebbero

avuto più alcun diritto. Colpi ed invettive si abbattevano sui nuovi arrivati già

completamente disorientati; venivano loro tolte le ultime cose personali, erano

poi rasati ed insaccati in vestiti a righe da carcerati.

Veniva dato loro un numero di matricola impresso su di un nastro bianco ed

un triangolo il cui colore indicava la categoria di appartenenza dei prigionieri.

Questi due segni dovevano essere cuciti, in modo ben visibile, sui vestiti

Così cominciava la loro anonima esistenza di paria.

In seguito la vita quotidiana degli internati nel campo, era fatta di lavoro, di

fame, di fatica e di pura brutalità sadica delle guardie SS

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